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150° anniversario dell'unità d'Italia: festeggiare? Sì? No? Boh? E perché?

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E' giusto FESTEGGIARE (non si parla di 'commemorare') l'unità d'Italia?

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37% 37% 
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Totale dei voti : 8

150° anniversario dell'unità d'Italia: festeggiare? Sì? No? Boh? E perché?

Messaggio  Laurentius il Mar Gen 11, 2011 7:41 pm

Salve a tutti.
Apro questa discussione perché mi piacerebbe conoscere, come ho cercato di fare anche altrove, le risposte al quesito che dà il titolo al topic. Rispondere alla domanda non basta: è molto più importante il perché della risposta.
Certo che vi sarà sicuro spunto di riflessione nelle risposte di ognuno (sperando vi siano le risposte, prima di tutto), vi auguro una buona prosecuzione.


Ultima modifica di Laurentius il Mar Gen 11, 2011 7:54 pm, modificato 1 volta

Laurentius

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Re: 150° anniversario dell'unità d'Italia: festeggiare? Sì? No? Boh? E perché?

Messaggio  Achille il Mar Gen 11, 2011 7:44 pm

PER ADESSO è UN 50 E 50 Very Happy

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Re: 150° anniversario dell'unità d'Italia: festeggiare? Sì? No? Boh? E perché?

Messaggio  Laurentius il Mar Gen 11, 2011 7:52 pm

Ho risposto 'no', perché non trovo una sola ragione che mi faccia essere felice di questa unificazione, a distanza di un secolo e mezzo dalla sua messa in atto. Massoneria cisalpina e massoneria inglese, d'accordo nel dare alla prima il dominio delle più grandi banche degli Stati italiani preunitari (di Napoli e di Sicilia) e alla seconda il dominio incontrastato del Mediterraneo (anche alla luce della successiva prossima apertura del Canale di Suez) contro quella che all'epoca costituiva la terza forza marittima europea dopo quella francese e quella inglese, ovvero quella del Regno delle Due Sicilie, hanno contribuito a massacrare migliaia di siciliani e a favorire l'inizio dell'incubo 'emigrazione' e dello stramaledetto cancro mafioso. Per questo penso sia più che giusto ricordare l'unità d'Italia, per l'incommensurabile danno arrecato alla Sicilia, AFFATTO DI FESTEGGIARE.

La risposta qui sopra è volontariamente sintetica. Non è mia abitudine parlare per luoghi comuni e chiedo scusa se a qualcuno è parso il contrario. Sarò eventualmente pronto ad affrontare degli approfondimenti in merito o in altro luogo o qui stesso, se mi venisse chiesto.


Ultima modifica di Laurentius il Mar Gen 11, 2011 7:56 pm, modificato 1 volta

Laurentius

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Re: 150° anniversario dell'unità d'Italia: festeggiare? Sì? No? Boh? E perché?

Messaggio  Laurentius il Mar Gen 11, 2011 7:53 pm

Achille ha scritto:PER ADESSO è UN 50 E 50 Very Happy


Eh, Cicco... Però dai la tua motivazione Wink

Laurentius

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Re: 150° anniversario dell'unità d'Italia: festeggiare? Sì? No? Boh? E perché?

Messaggio   il Mar Gen 11, 2011 8:01 pm

NO. La mia motivazione la trovate nell'argomento Giuseppe Garibaldi


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Re: 150° anniversario dell'unità d'Italia: festeggiare? Sì? No? Boh? E perché?

Messaggio  Laurentius il Mar Gen 11, 2011 11:45 pm

Ci sono 5 voti, ma solo 2 'perché'. Clickare sui punti del sondaggio è molto semplice... Inizia ad essere complicato spiegare i motivi della scelta, e proprio questo, invece, è il fine di questo topic.

Laurentius

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Re: 150° anniversario dell'unità d'Italia: festeggiare? Sì? No? Boh? E perché?

Messaggio  simors il Gio Gen 13, 2011 7:12 pm

Oltre alle ragioni storiche che ha mensionato sopra laurentius, aggiungo che lo strapotere politico-economico e gli interessi dei gruppi di potere ci ha penalizzato 150 anni fa e ci continua a penalizzare ancora ora. Non festeggio l'unità di uno stato che da 150 anni penalizza una parte del paese a vantaggio di un'altra. Evidentemente se dopo un secolo e mezzo così stanno le cose, vuol dire che non vi è stata la volontà di cambiarle.
Scusate se sono stato breve, comunque qualcos'altro l'avevo scritto nel post su Garibaldi.

simors

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Re: 150° anniversario dell'unità d'Italia: festeggiare? Sì? No? Boh? E perché?

Messaggio   il Ven Gen 21, 2011 11:14 am

Disinteresse totale per questo argomento........................................................................................................


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Re: 150° anniversario dell'unità d'Italia: festeggiare? Sì? No? Boh? E perché?

Messaggio  Laurentius il Ven Gen 28, 2011 2:29 pm

Cà ha scritto:Disinteresse totale per questo argomento........................................................................................................


Non c'è peggior cosa della noncuranza: il non plus ultra dell'ignoranza che vuole rimanere deliberatamente tale.

Laurentius

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Re: 150° anniversario dell'unità d'Italia: festeggiare? Sì? No? Boh? E perché?

Messaggio   il Sab Gen 29, 2011 12:09 pm

Laurentius ha scritto:
Cà ha scritto:Disinteresse totale per questo argomento........................................................................................................


Non c'è peggior cosa della noncuranza: il non plus ultra dell'ignoranza che vuole rimanere deliberatamente tale.


Quoto............


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Re: 150° anniversario dell'unità d'Italia: festeggiare? Sì? No? Boh? E perché?

Messaggio  eziogr il Sab Gen 29, 2011 2:04 pm

io sono dell'opinione ke la famose frase "l'italia è fatta...ora dobbiamo fare gli italiani", non sia stata attuata in 150 anni. è vero ke nell' 800 si sono sfruttate le ricchezze del regno delle due sicilie, ma è pure vero che dal dopoguerra in poi il sud ha sempre campato con i soldi di Roma che venivano dalle industrie del nord italia. ormai non ha piu senso secondo me riavvicinarsi alle idee neoborboniche, ma prendere l'unificazione come dato di fatto gia acquisito perchè la storia non si può cambiare.
quello che serve ora invece cercare di far crescere questo paese e la secessione certo non aiuta....si cerca di unire l'europa e cerchiamo motivazioni per dividere l'italia? detto ciò io non festeggerò non perchè nn mi importa della nazione ma solo perchè a noi la nazione e i suoi governatori ci stanno togliendo il futuro, e siccome si festeggia per gioire, in questo momento 150 anni di storia non mi possono far dimenticare in che futuro ci stanno portando coloro che decidono per noi.

eziogr

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Re: 150° anniversario dell'unità d'Italia: festeggiare? Sì? No? Boh? E perché?

Messaggio  Laurentius il Lun Gen 31, 2011 12:50 am

eziogr ha scritto:io sono dell'opinione ke la famose frase "l'italia è fatta...ora dobbiamo fare gli italiani", non sia stata attuata in 150 anni. è vero ke nell' 800 si sono sfruttate le ricchezze del regno delle due sicilie, ma è pure vero che dal dopoguerra in poi il sud ha sempre campato con i soldi di Roma che venivano dalle industrie del nord italia. ormai non ha piu senso secondo me riavvicinarsi alle idee neoborboniche, ma prendere l'unificazione come dato di fatto gia acquisito perchè la storia non si può cambiare.
quello che serve ora invece cercare di far crescere questo paese e la secessione certo non aiuta....si cerca di unire l'europa e cerchiamo motivazioni per dividere l'italia? detto ciò io non festeggerò non perchè nn mi importa della nazione ma solo perchè a noi la nazione e i suoi governatori ci stanno togliendo il futuro, e siccome si festeggia per gioire, in questo momento 150 anni di storia non mi possono far dimenticare in che futuro ci stanno portando coloro che decidono per noi.


Quando parliamo di una Roma che ci 'mantiene', dobbiamo fare una piccola analisi di ciò che diciamo, notando solo alcuni elementi:

1) se Roma (e per 'Roma' non intendo la città ma coloro che l'hanno fatta capitale di uno Stato basato sul furto e la corruzione) ha iniziato a 'mantenerci' è perché i 'fratelli d'Italia' (con le casse dei banchi di Napoli e di Sicilia, con il trasferimento dei capitali industriali da sud a nord, con le deliberate chiusure delle industrie del sud e della Sicilia) hanno fatto in modo che l'ex Regno delle Due Sicilie potesse versare nelle condizioni in cui, dal 1860, ha versato. Non so se leggo bene tra le righe del tuo discorso, ma intendi dire che i 'meridionali' (parola che detesto) sono culturalmente (se non biologicamente...) parassiti?

2) Ciò che muove il mondo è l'economia, si sa. La Germania-Est ha raggiunto in 20 anni uno svilupo vertiginoso raggiungendo la Germania-Ovest, e ciò perché i processi economici tedeschi sono stati indirizzati deliberatamente in tale direzione, per ottenere un profitto economico complessivo maggiore: economicamente, quindi, è convenuto alla Germania (o a chi ne tiene le redini) ristabilire una pariteticità economica tra est ed ovest. In Italia, un sud più sviluppato di un nord indebitato viene invaso da quest'ultimo con l'aiuto dei potenti finanziamenti (in denaro, ma anche in uomini) inglesi; da subito, il sud diventa un inferno in cui impazzano disoccupazione, emigrazione e malavita organizzata. Da allora, in Italia le cose non sono cambiate... a causa dei 'meridionali'? Ma siamo proprio una stirpe di accattoni e buoni a nulla, allora... Hanno ragione i leghisti, quindi? Se per te va bene questa analisi, a me non va bene affatto. Sono siciliano anch'io, ed io non mi sento un buono a nulla: vedo solo che non mi viene permesso di cambiare le cose, perché qualcuno o qualcosa non vuole che siano cambiate.

Qui non si tratta di cambiare o invertire la storia: si tratta di renderci conto che la storia non è un'entità non meglio identificata che si ritrova a scorrere spontaneamente di pari passo con il tempo. La storia la fanno gli uomini, e noi siamo uomini. E con questo non intendo affatto dire che mi piacerebbe il ritorno di un Regno delle Due Sicilie, perché allora sarei davvero solo uno che crede di vivere in un'altra dimensione: ti sto solo dicendo che l''italianità' dei siciliani non è affatto un dogma, come non lo era la loro sottomissione a Napoli o il legame con Madrid. Ti sto solo dicendo che se è vero che siamo immersi in processi economici che fanno comodo a qualcuno di non meglio identificato, allora è lì che dobbiamo trovare la motivazione di un cambiamento. E in un sistema 'Italia' che in 150 anni non ha mutato i propri equilibri economici, permettendo alla questione 'meridionale' di perdurare fino ad oggi, io non voglio più stare... e 'fan*ulo a ogni romanticismo italofilo del cavolo con cui ci hanno fatto il lavaggio del cervello fin dalle scuole elementari.

L'Europa, infine, non è che l'ennesimo espediente per riempire gli stomaci dei banchieri-massoni a spese nostre. Ne è una testimonianza l'atrocità del signoraggio bancario con cui tutti noi cittadini, senza accorgercene, abbiamo a che fare tutti i giorni, pagando le tasse con cui lo Stato paga un debito pubblico che nessuno sa da dove derivi e cosa esso sia... Bella idea, l'Unione Europea... Sì, ma non per noi.

Ecco perché voglio una Sicilia che possa distruggere una catena tra le più pesanti della sua (ora ci vuole) storia, una storia che non è solo 'passato', ma un processo che prosegue e che ha le sue cause, cause che devono essere comprese il più affondo possibile per poter agire di conseguenza sul presente, in vista di un altro futuro.

Alla luce di tutto ciò... ma che cosa cacchio c'è da festeggiare??

Sveglia, picciotti. Sveglia!

PS: perdona le parole poco fini. Non sono rivolte personalmente a te. Parlando di determinati argomenti mi infervoro di mio e le inserisco per dar forza al discorso. Ciao, a presto.

Laurentius

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Re: 150° anniversario dell'unità d'Italia: festeggiare? Sì? No? Boh? E perché?

Messaggio   il Gio Feb 03, 2011 11:08 am

“Tutt’altra Italia io sognavo nella mia vita, non questa miserabile all’interno e umiliata all’estero ed in preda alla parte peggiore della nazione” Giuseppe Garibaldi nel 1880................................................................................................................


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Re: 150° anniversario dell'unità d'Italia: festeggiare? Sì? No? Boh? E perché?

Messaggio  Achille il Dom Feb 06, 2011 10:57 pm

Cà ha scritto:“Tutt’altra Italia io sognavo nella mia vita, non questa miserabile all’interno e umiliata all’estero ed in preda alla parte peggiore della nazione” Giuseppe Garibaldi nel 1880................................................................................................................


Si ma questo non vuol dire mica che Garibaldi volesse la Sicilia indipendente...

Solo un appunto: Uno stato così piccolo come una Sicilia o una Padania, altro non diventerebbero che colonie strategiche di grandi potenze mondiali...già l'Italia fatica ad avere un minimo di indipendenza internazionale figuriamoci staterelli così piccoli.

Ed in ogni caso si avvicina il ricordo dei martiri delle foibe, forse dovremmo pensare alle tante terre italiane per cultura, ancora oggi in mani straniere. Che senso avrebbe oggi frammentare l'Italia in tanti piccoli pezzettini in conflitto tra loro? Abbiamo aspettato duemila anni per tornare ad essere uniti.

Secessione dunque? NO, GRAZIE, IO SONO ITALIANO. E NE VADO FIERO (CON TUTTO CHE I SAVOIA MI STANNO SUL CAZZO)

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Re: 150° anniversario dell'unità d'Italia: festeggiare? Sì? No? Boh? E perché?

Messaggio  Laurentius il Dom Feb 06, 2011 11:54 pm

Achille ha scritto:
Cà ha scritto:“Tutt’altra Italia io sognavo nella mia vita, non questa miserabile all’interno e umiliata all’estero ed in preda alla parte peggiore della nazione” Giuseppe Garibaldi nel 1880................................................................................................................


Si ma questo non vuol dire mica che Garibaldi volesse la Sicilia indipendente...

Solo un appunto: Uno stato così piccolo come una Sicilia o una Padania, altro non diventerebbero che colonie strategiche di grandi potenze mondiali...già l'Italia fatica ad avere un minimo di indipendenza internazionale figuriamoci staterelli così piccoli.

Ed in ogni caso si avvicina il ricordo dei martiri delle foibe, forse dovremmo pensare alle tante terre italiane per cultura, ancora oggi in mani straniere. Che senso avrebbe oggi frammentare l'Italia in tanti piccoli pezzettini in conflitto tra loro? Abbiamo aspettato duemila anni per tornare ad essere uniti.

Secessione dunque? NO, GRAZIE, IO SONO ITALIANO. E NE VADO FIERO (CON TUTTO CHE I SAVOIA MI STANNO SUL CAZZO)


Fiero di qua... Fiero di là... ma nessuno che mi sappia dire PERCHE'. E' un dogma, per voi: << Io sono italiano e ne vado fiero... perché sì >>. 'Bella' spiegazione, con tutto il rispetto.
Io non biasimo chi la pensa diversamente da me, ma vorrei sapere, appunto, PERCHE' lo pensa. E chi non sa spiegarlo vuol dire che non lo sa nemmeno lui.

Tu parli delle foibe ed è giusto, perché crimini simili DEVONO essere commemorati, come deve essere commemorata la shoah. Ma la storia è piena di crimi di guerra, di ogni epoca, come ne è piena la storia siciliana (ANCHE E SOPRATTUTTO QUELLA RISORGIMENTALE!!) che molti si ostinano ad IGNORARE a priori, favorendo alcuni morti e facendo finta che altri NON SIANO MAI ESISTITI. E ancora una volta mi chiedo se, allora, vi siano morti di sere A e morti di serie B, per cui si debba basare la propria appartenenza 'nazionale' su un tipo di morti, piuttosto che su altri. Anche questa mi sembra una base debole su cui poggiare il proprio essere 'italiani' (o meglio, il proprio sentirsi tali).

Non credo che Cà volesse dire che Garibaldi volesse una Sicilia indipendente, ma che di certo non stava nascendo l'Italia che lui avrebbe voluto, per cui noi tanto oggi festeggiamo noncuranti di tali affermazioni pronunziate da uno dei protagonisti, eppure, così tanto osannati per cose probabilmente mitizzate, se non del tutto false.

L'appunto sulla 'piccolezza' territoriale potrebbe anche trovare facili contraddittori, Ciccio. Esistono Stati ben più piccoli, anche di recente formazione (ed altri che stanno per nascere, come lo Stato dei Valloni e quello dei Fiamminghi, o come la Catalogna), che vivono una propria pacifica vita economica e politica (fino ad ora). E, a priori, credere che l'Italia sia 'indipendente' dalla politica internazionale rischia di essere un'illusione grossa quanto una casa, perché nessuno Stato occidentale (e oserei dire mondiale) è esente da tali influenze. Guarda l'Egitto, la cui rivolta contro Mubarak, secondo Wikileaks (che reputo una fonte attendibile, se ha fatto arrabbiare tanto gli USA...), sembra essere causata dall'intelligence americana, poiché desiderosa di sostituire il premier egiziano. Non solo: l'Euro ha praticamente reso nulla la sovranità nazionale degli Stati membri, e la renderà sempre più inconsistente in virtù del cappio del debito pubblico. Il mondo è governato (come lo è sempre stato) da processi E-CO-NO-MI-CI: comprendere il più possibile tali processi vuol dire avvicinarsi il più possibile al senso della storia, anche contemporanea.

Termino anch'io, come hai fatto tu, con un promemoria: si sta avvicinando il 17 marzo, data che commemora l'unità d'Italia, per cui vi saranno commemorazioni e feste da nord a sud, alla Sicilia: credo sarebbe opportuno fermarsi un attimo a riflettere su quanti SICILIANI siano stati brutalmente uccisi, fucilati, squagliati nella calce viva, torturati (tra cui anche bambini e bambine giudicati dai sommari tribunali di guerra come dei 'pericolosi insorti') per unire questa Italia che ci tiene ancora oggi in una condizione di sottosviluppo... ANCORA OGGI. Chi si sente italiano, se è coerente, commemorerà tanto le foibe quanto questi altri martiri, solitamente volontariamente dimenticati dalla storia con la quale, sin dalle scuole elementari, ci fanno diventare 'italiani' con un lavaggio di cervello molto ben programmato.

Buona notte.

Laurentius

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