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Documento del gruppo di rappresentanza Mdu- Studenti Fuorinsede per il consiglio di facoltà del 22 luglio 2010

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Documento del gruppo di rappresentanza Mdu- Studenti Fuorinsede per il consiglio di facoltà del 22 luglio 2010

Messaggio  Nemesi il Mer Lug 21, 2010 9:31 pm

Cari colleghi/e,

domani alla seduta del Consiglio di Facoltà prevista per le ore 15, 30 in Aula Magna si deciderà molto probabilmente il futuro del prossimo Anno Accademico per la Facoltà di Lettere. Stando così le cose, con la protesta del corpo docente in atto che ha ritirato la disponibilità ad assumere carichi didattici aggiuntivi, non sarà possibile attivare il primo anno delle lauree triennali dei corsi 270, risoluzione a cui non ci si intende opporre, dato che al momento risulta l'unica forma di protesta efficace e certamente la meno lesiva per il corpus studentesco universitario già iscritto.

Non si è presa questa decisione a cuor leggero, e certamente molti di voi in prima analisi non saranno d'accordo, ma riteniamo che questa volta non si potesse agire diversamente, dato che subdolamente e senza mai venire nominati veniamo colpiti anche noi, perdendo ogni forma di rappresentanza e quindi ogni possibilità di denunciare soprusi e angherie in un'Università sempre meno pubblica e sempre più aziendalistica.

Detto ciò comunque, si terrà conto delle esigenze di tutti e si lotterà, come si è fatto in questi anni al di là di demagogici proclami di certi gruppi, affinché venga garantito che, per chi è già iscritto, l'attività didattica si svolga senza intoppi e che tutti gli insegnamenti siano garantiti, dato che, comunque, abbiamo firmato un contratto con l'Università.


A Seguire il documento che presenteremo domani.

Documento del gruppo di rappresentanza Mdu- Studenti Fuorinsede per il consiglio di facoltà del 22 luglio 2010

Al Consiglio di Facoltà di Lettere e Filosofia
Agli Atti del Consiglio



I rappresentanti degli studenti del gruppo Movimento degli Universitari- Studenti Fuorinsede, presa nota delle posizioni espresse da parte dei docenti in mobilitazione, esprime ancora una volta in questa sede piena solidarietà e pieno appoggio al fronte della protesta, pronto ad impegnarsi, di concerto con le altre forze in campo, per il conseguimento di un risultato che, rebus sic stantibus, è la pretesa minima e il presupposto fondamentale per la sopravvivenza di un’Università pubblica che possa definirsi tale. Sia chiaro che non si intraprenderà da parte nostra questa strada a cuor leggero, dati gli indubbi svantaggi che un eventuale rinvio o blocco dell’Anno Accademico può causare, ma non vediamo come allo stato attuale possa coniugarsi in altra maniera una forma di lotta incisiva con la salvaguardia del diritto allo studio, spesso in questa sede costume per mascherare aspirazioni demagogiche di certe compagini.

Del resto il quadro generale non è confortante. Non si scandalizzerebbe nessuno se operai sottopagati decidessero di scioperare ad oltranza, non avendo avuto corrisposti oltre dieci anni di straordinari e vedendo la loro posizione ancora più aggravata da normative scellerate e in controtendenza con quello che il buon senso suggerirebbe in tempi non felici come questi. Si aggiunga a ciò anche la crisi democratica che questo Ddl paventa e minaccia, con il ridimensionamento – a discrezione del Rettore, adesso una sorta di primus inter pares – delle rappresentanze politiche all’interno dell’Ateneo, aggravando ancora di più la situazione di certe fasce, in testa quella studentesca, sempre più spesso l’unica a fare le spese di risoluzioni dei cosiddetti piani alti.

Non si capisce perciò come si possa allo stato attuale pensare ad altre soluzioni che non siano il rinvio o il blocco dell’offerta formativa per il prossimo Anno Accademico, in quanto un eventuale rientro delle indisponibilità da parte dei docenti non potrebbe che essere la sconfitta di questo movimento, mentre una razionalizzazione fatta con criteri emergenziali creerebbe ulteriori mostri, da aggiungere all’inquietante bestiario di questa Facoltà. Infatti non è possibile che avvenga ancora l’immatricolazione di nuovi studenti a corsi che anche per un solo insegnamento risultino scoperti, essendo questa una chiara violazione delle norme di trasparenza. Allo stesso modo, però, bisogna garantire una fine degna del percorso universitario per quegli studenti che risultano già iscritti a corsi 509 o 270 in anni successivi al primo. È pertanto necessario chiarire questa situazione e prevedere una forma di tutela che risolva la straordinarietà che si verrà a creare il prossimo anno, facendo sì che possano partire in maniera completa il II anno dell’ordinamento 270 e il III anno dell’ordinamento 509, secondo modalità su cui questo Consiglio non può esimersi dal deliberare.

Se l’unica soluzione è, quindi, davvero il blocco o il rinvio, allora sia un momento per ripensare l’Università e la Facoltà nello specifico, in quanto, come già detto più di una volta durante le sedute consiliari, non ci si può più limitare alla denuncia di situazioni ormai incancrenite di questa istituzione, avviando quel processo di autoriforma virtuosa e coscienziosa da più parti auspicato con l’aiuto di tutte le compagini.

Di questo stato delle cose ne sono scandaloso esempio la Biblioteca dei Saperi Umanistici e le aule di informatica, monumenti alla buona volontà come l’Osservatorio paritetico per la didattica, mai più ripartito, per non parlare della contorta situazione degli esami, tra tempistiche spesso non rispettate a criteri di valutazione non trasparenti, fino a diritti lesi giornalmente e ormai quasi dimenticati per cavalleria da tutti, colpevoli e non. È il momento di uscire dal deserto che è stato artatamente fatto intorno all’istituzione universitaria e per far questo urge un processo che cominci con proposte di soluzione ai vulnera organizzativi della Facoltà, che hanno condannato gli studenti ad entrare in una fabbrica fordista di titoli di studio più che in un istituto di alta formazione.

Per questo motivo troviamo utile proporre a questo Consiglio l’istituzione di una Commissione paritetica per l’autoriforma della Facoltà, che, attraverso l’analisi delle situazioni di degrado e sofferenza palesate in questi anni, vincoli quest’organo a risoluzioni responsabili e finalmente concertate da tutte le parti in campo, sicuri che si possa uscire dalla straordinarietà cui questo Paese – e non solo l’Università – si è ormai abituato solamente con la pianificazione e la progettazione e non, come da sempre fatto, con deliberazioni una tantum.



Palermo, 21/07/2010

I rappresentanti Mdu- Studenti Fuorinsede

Nemesi

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